fbpx

Newsletter

QUALCOSA SULLA PSICOSINTESI di ROBERTO ASSAGIOLI

RIFLESSIONE 1

Ancora mi è difficile parlare e illustrare i principi della Psicosintesi di Roberto Assagioli senza essere intimorita …

Si tratta di una metodologia, anzi no, di una “Visione della Vita”, così profonda che poi mi resta sempre la sensazione di non aver spiegato con sufficiente chiarezza e di non essere riuscita a rendere la vastità, la profondità e la preziosità di ogni scritto, di ogni frase, di ogni passaggio evolutivo che Roberto Assagioli ci ha offerto.

Seguo però e onoro il mio desiderio e il mio piacere di divulgare i suoi insegnamenti e lo faccio soffermandomi su un tema alla volta, con la condivisione di qualche riflessione personale.

PRIMA RIFLESSIONE

Roberto Assagioli scrive:

La Psicosintesi è un metodo di auto-formazione e realizzazione psico-spirituale per tutti coloro che non vogliono accettare di restare schiavi dei loro fantasmi interiori e degli influssi esterni, di subire passivamente il gioco delle forze psicologiche che si svolge in loro, ma vogliono diventare padroni del proprio regno interiore.

Questa descrizione mi apparteneva: “schiava dei miei fantasmi interiori e degli influssi esterni” e “subire passivamente”, ma nemmeno me ne stavo rendendo conto.

Poi, la consapevolezza di “non voler accettare” tutto ciò e voler “diventare padrona del mio regno interiore” mi ha dato lo stimolo a iniziare le mie scoperte e la forza per applicare e approfondire le progressive comprensioni, fino a diventare un Counselor e poter sostenere le altre persone nel loro sviluppo e evoluzione interiore.

La Psicosintesi descrive i processi che si svolgono nell’interiorità degli esseri umani e in particolare spiega come liberarsi da condizionamenti e meccanismi comportamentali, che sono reattivi e automatici poiché manca la consapevolezza delle nostre ferite emotive e dei nostri veri bisogni; comprendere che la nostra personalità stà semplicemente attivando una modalità di protezione e di difesa dalla sofferenza e potersi “disidentificare” da quell’insieme di pensieri, emozioni e azioni, avvia un profondo processo di “liberazione” e di “evoluzione”.

Tra le più importanti e conosciute tecniche proposte da Roberto Assagioli, vi è infatti quella della “disidentificazione”, che permette di “creare uno spazio tra la nostra facoltà di “essere cosciente” e i vari contenuti dell’esperienza”.

Egli scrive infatti:

“Siamo dominati da tutto ciò con cui ci identifichiamo, possiamo dominare, dirigere e utilizzare tutto ciò da cui ci siamo disidentificati”.


A breve condividerò altre riflessioni…

Stefania Muraro

IL LINGUAGGIO NON VERBALE: COMUNICARE OLTRE LE PAROLE

Quanto incide nella comunicazione umana il linguaggio non verbale?

Quanti modi ci sono per esprimere le nostre emozioni e i nostri sentimenti senza le parole?

I canali della comunicazione sono tre:

  • Verbale – QUELLO CHE DICO: fatto di parole
  • Paraverbale – COME LO DICO: composto da tutto ciò che gravita attorno alle parole, ovvero il tono della voce, il volume, il ritmo…
  • Non verbale – QUELLO CHE FACCIO: l’infinito mondo del linguaggio del corpo, fatto di gestualità, mimica facciale, postura, sguardo…

Comunichiamo con gli altri prevalentemente attraverso il linguaggio non verbale e ci esprimiamo in piccolissima parte attraverso le parole.

Corpo che parla

E’ possibile intuire cosa si stanno dicendo due persone osservandole da lontano e senza sentire una loro parola; quelli che parlano sono i loro corpi, attraverso il movimento delle mani, la postura, le espressioni dei volti e degli occhi. Solo dalla distanza che c’è tra loro si riesce a comprendere se la conversazione è armonica o conflittuale, se la relazione è intima o staccata.

Un dialogo tra colleghi si presenta e si “muove” in maniera molto diversa che tra amanti.

Basta uno sguardo per capire se una persona è felice, triste, in ansia o tranquilla.

Tenendo conto che il linguaggio del corpo non è una scienza esatta, è anche vero che falsificarlo è pressochè impossibile: possiamo calibrare le parole ma non riusciamo a fingere ad oltranza uno stato d’animo.


L’importanza del linguaggio non verbale

Essere consapevoli della portata comunicativa del corpo, permette di comprendere l’importanza del suo linguaggio e di usarlo per migliorare le relazioni.

Si aumentano le possibilità di raggiungere obiettivi comunicativi se, ad un certo specifico messaggio verbale, si abbinano adeguate espressioni non verbali che avvalorano ed esaltano il messaggio racchiuso nelle parole.

Allo stesso modo, saper leggere le espressioni non verbali degli altri, permette di raccogliere informazioni sul nostro interlocutore, sui suoi obiettivi e rimodulare le risposte in maniera più pertinente e mirata.


LE PAROLE COMUNICANO INFORMAZIONI

IL CORPO ESPRIME SENTIMENTI ED EMOZIONI

Linguaggio non verbale ed emozioni

Attraverso il corpo esprimiamo costantemente agli altri tutto il nostro sentire più profondo senza nemmeno accorgercene.

Il linguaggio non verbale, infatti, è il canale di comunicazione più affidale di sentimenti, emozioni e atteggiamenti.

Le parole comunicano informazioni, mentre il corpo esprime gli stati d’animo e i veri sentimenti, più di quanto noi stessi vorremmo.

Le brutte abitudini del linguaggio del corpo

Capita, purtroppo, di mancare di coerenza tra le parole pronunciate e i messaggi non verbali espressi dal corpo.

Questo suscita inevitabilmente nell’altro dubbio e sfiducia.

La non corrispondenza dei messaggi verbali e non verbali è effettivamente motivo di molte incompensioni e conflitti.

Qual’è la causa di questa incoerenza comunicativa? Spesso si tratta solo di cattive abitudini comportamentali che trasmettono all’interlocutore, specie quando non ci conosce, un’impressione diversa da quella che vorremmo comunicare.

Sospiri impropri durante una conversazione, chiudere spesso gli occhi, portare la mano alla bocca mentre si parla, sono solo alcuni esempi di comportamenti poco significativi per chi li attua, ma che alterano completamente il senso di ciò che stiamo dicendo.

Facciamo attenzione!

Vai ai dettagli del Corso in partenza a Maggio 2021
COMUNICAZIONE EMPATICA: PAROLE CHE CREANO LA REALTA’ >>

Potrebbe interessarti anche l’articolo “COMUNICAZIONE EMPATICA: UN’ARTE DA COLTIVARE”

COMUNICAZIONE EMPATICA: UN’ARTE DA COLTIVARE

La Comunicazione Empatica è non solo possibile, ma auspicabile; un obiettivo cui giungere partendo dalla conoscenza del punto in cui siamo in termini di utilizzo del linguaggio.

Linguaggio e Conflitto

Il potenziale conflittuale insito nel linguaggio corrente è evidente; è sufficiente accendere la tv per avvertire una sottile tensione dietro ogni parola. Questo senza nemmeno passare per i talk show, che usano strategicamente il conflitto per incuriosire il pubblico.

D’altro canto, siamo cresciuti in ambienti in cui il conflitto verbale, e non solo, era “normale”. A scuola, in famiglia, tra coetanei…era così una volta… Oggi, probabilmente, è peggio perchè ci siamo abituati e stiamo tramandando alle nuove generazioni i comporamenti conflittuali facendoli passare per caratteristiche di forza.

Relazioni interpersonali oggi

Per tutta una serie di dinamiche sociali e psicologiche, questo tempo evidenzia trasformazioni notevoli del quadro relazionale interpersonale, ragione per cui le situazioni conflittuali sono sempre più acute e difficili.

E che dire dell’esperienza che stiamo facendo da poco più di un anno? Isolati, separati, “pericolosi” gli uni per gli altri. Il fatto di non poter vedere i volti delle persone, ci priva di buona parte della comunicazione “non verbale”; diventa, quindi, ancora più complesso cogliere l’ampiezza delle sfumature di significato che hanno le parole che vengono dette.

Comunicazione Nonviolenta

Secondo Marshall Rosenberg, fondatore del movimento di Comunicazione Nonviolenta (anche detta Comunicazione Empatica), le parole e il modo in cui le usiamo sono fondamentali per creare connessioni empatiche in noi stessi e con gli altri.


Per Rosenberg (…e non solo) nasciamo tutti “naturalmente empatici”; le strategie conflittuali le acquisiamo nel tempo, giorno dopo giorno, apprendendole dalla vita, con le esperienze, anche per effetto di una cultura che insegna il conflitto e, soprattutto, per la mancanza di educazione alla manifestazione del proprio bisogno.

I Pilastri della Comunicazione Nonviolenta

Il metodo di Rosenberg si fonda su questi tre aspetti:

  • Auto – empatia, ovvero la capacità di connettersi e sentire se stessi
  • Empatia, ovvero la capacità di connettersi e sentire l’altro
  • Auto – espressione onesta, cioè l’abilità di esprimere in modo assertivo e autentico il proprio sentire e i propri bisogni

Partendo da questi tre presupposti, è possibile comunicare da un punto di equilibrio in cui sincerità, autenticità, assertività sono qualità che trovano collocazione; diventa, così, naturale esprimere i propri stati d’animo, i propri bisogni e le emozioni che li nutrono.

Passare da noi e dalla libertà di esprimere verbalmente nel modo corretto il nostro “sentire”, ha l’effetto di chiarirci che gli altri sono dominati dagli stessi meccanismi, hanno stati d’animo e bisogni propri.

Cessano, così, la critica e il giudizio così come il conseguente bisogno di aggredire o insultare i nostri interlocutori…

Un obiettivo ambizioso, ma raggiungibile!

Vai ai dettagli del Corso in partenza a Maggio 2021
COMUNICAZIONE EMPATICA: PAROLE CHE CREANO LA REALTA’ >>

Potrebbe interessarti anche l’articolo “IL LINGUAGGIO NON VERBALE: COMUNICARE OLTRE LE PAROLE>>

FENG SHUI E ASTROLOGIA

Spazio e Tempo interpretati attraverso i codici numerici di cui è composto l’universo

Feng Shui e Astrologia a confronto

Il Feng Shui

Da sempre e in tutto il mondo, le antiche civilità hanno osservato e strutturato il loro ambiente tenendo conto delle qualità energetiche dei territori in relazione con l’energia universale.

Tradizionalmente, l’applicazione di questo concetto si basava sul semplice buon senso, per cui risultava abbastanza ovvio non costruire la casa o il villaggio in luoghi umidi o su suoli non fertili.

Era ovvio preferire di lavorare in aree in cui il sole brillava per più tempo ed evitare zone in cui gli abitanti precedenti avevano sofferto di malattie croniche…

Allo stesso modo, nel passato, i popoli scoprirono che potevano costruire le loro case e i loro villaggi in modo da ottimizzare la sicurezza, la salute e le comunicazioni.

Nel corso dei secoli il Feng Shui si è sviluppato; oggi è un principio con fondamenta matematiche e scientifiche di cui è sempre più frequente tenere conto nella progettazione e costruzione di ambienti ad uso privato e pubblico.

Origine comune di Feng Shui e Astrologia

Ci piace mettere a confronto il Feng Shui e l’Astrologia, in particolare quella cinese.

Facendolo si scopre che i due sistemi hanno un denominatore comune: l’origine filosofica di un antico testo chiamato I Ching o Libro dei Cambiamenti.

L‘I Ching è una delle forme più antiche di divinazione e si basa fortemente sulla premessa che le azioni dell’umanità sono il risultato delle due forze complementari dello yin e dello yang.

L’astrologia cinese si è, quindi, sviluppata nella stessa fucina del Feng Shui, della Medicina Classica e dell’Agountura.

Se il Feng Shui si occupa principalmente dello spazio, l’astrologia cinese (e tutte le altre interpretazioni) si rivolge alla comprensione del tempo.

L’Astrologia

L’Astrologia è la disciplina esoterica più nota al grande pubblico. Le discussioni tra sostenitori ed avversari continuano ad essere animate ed appassionate.

Seguendo lo spirito del tempo, si è tentato di sganciare l’Astrologia dalla sua origine esoterica e di adattarla allo stile funzionale del pensiero scientifico. E così diventata spesso pura tecnica.

L’Astrologia Cinese

La chiave di lettura di comprensione del tempo offerto dall’Astrologia Cinese, pone le sue basi sull’osservazione antica dei movimenti di Yin e Yang e delle Cinque Trasformazioni.

Offre, quindi, una lettura dei cicli, aderendo al principio fondamentale del continuo cambiamento, alimentato dall’incessante interazione tra le due forze archetipiche.

Il Numero: l’anima di Feng Shui e Astrologia

Feng Shui e Astrologia si esprimono attraverso i numeri.

O meglio, i codici numerici sono alla base di entrambe le discipline. La lettura dei numeri, nelle applicazioni fin qui descritte, è qualitativa, non quantitativa.

Spazio e Tempo, quindi, vengono letti ed interpretati attingendo ai codici numerici di cui è fatto l’universo, in ogni sua manifestazione.

In programma per Aprile il nuovo Seminario “Ogni numero un destino” per scoprire la Password della tua Vita!
Vai ai dettagli >>

CIBO PER LA SALUTE

Il cibo è energia concentrata

Tutto il cibo che consumiamo è il frutto della costante interazione tra la luce solare e l’atmosfera terrestre.

La fotosintesi clorofilliana è alla base di tutta la catena alimentare: è un processo di sintetizzazione di zuccheri e altre sostanze che avviene proprio grazie all’energia solare.

Dal momento che l’essere umano si nutre di vegetali o di animali che si nutrono di vegetai, possiamo affermare che acqua, aria e luce solare sono letteralmente l’origine della nostra vita.

Ogni volta che consumiamo degli alimenti, introduciamo nel nostro corpo diverse modulazioni di energia a differenti gradi di concentrazione; un finocchio la esprimerà in modo diverso da un piatto di riso o da una coscia di pollo, ma si tratta sempre della stessa energia fondamentale.

Le informazioni contenute nel cibo

Negli alimenti non si trovano soltanto quantità di sostanze nutritive ed elementi chimici; il cibo contiene anche informazioni di varia natura che daranno una diversa impronta al processo metabolico di quel prodotto.

Questa impronta di informazione deriva da fattori che sono spesso trascurati da coloro che si occupano a diverso titolo di alimentazione: la forma, il suo andamento di crescita, il modo in cui in cibo è prodotto e conservato, il modo in cui viene trasformato e così via…

Per quanto sembri incredibile, questi fattori determinano l’effetto complessivo che il cibo esercita sull’organismo.

Di fatto, ogni volta che mangiamo, introduciamo in noi l’ambiente che ci circonda che è stato trasformato e reso per noi assimilabile attraverso il vegetale o l’animale; possiamo assorbire la luce del sole o i minerali della terra necessari per il buon funzionamento del nostro organismo solo attraverso il cibo.

Equilibrio

Ogni alimento vegetale o animale rappresenta un preciso equilibrio di un essere vivente con l’ambiente in cui è integrato.

Va da sé che, assieme alle sostanze nutritive contenute nell’alimento stesso, noi ingeriamo anche quell’equilibrio che, a nostra volta, instaureremo con l’ambiente circostante.

Metamorfosi: da bruco a farfalla

Metamorfosi è una parola ‘intensa’ e associarla al viaggio nella conoscienza di sè è stimolante.

Il simbolo della metamorfosi in natura è il bruco che diventa farfalla. L’individuo ‘bruco’ diventa farfalla quando si lascia alle spalle gli schemi limitanti ed entra nella sua personale area di sviluppo consapevole di tutti i suoi talenti e alleggerito dei legacci delle convinzioni limitanti.

La trasformazione

Nel processo di metamorfosi le cellule del bruco si trasformano in strutture totalmente diverse, sostanziamente altre rispetto a quelle originali. Il programma che consente questa complessa operazione è stato stabilito in origine, al concepimento del bruco ed è stato installato in ogni sua singola cellula; e così, in un preciso momento predeterminato, tutte le cellule eseguiranno il programma di trasformazione. Se la metamorfosi è il processo che, via via, conferma che il programma interno si sta svolgendo, il cambiamento è il risultato finale di tutta l’operazione e sugellerà la nascita di una diversa forma di vita.

La trasformazione dell’essere umano

Anche in noi esiste un programma interno, stabilito al momento del concepimento e cresciamo e ci sviluppiamo in accordo con esso. Anche se il nostro cambiamento non avviene in modo così radicale come per il bruco, siamo ugualmente in grado di trasformarci. La metamorfosi umana si manifesta attraverso un cambiamento nel nostro modo di essere: è un movimento che va da ciò che siamo a ciò che possiamo essere ed avviene abbandonando antichi schemi ripetitivi in vista di una liberazione possibile.

La perfezione assoluta

E’ altresì fondamentale non dimenticare che non esiste un’unità di misura di perfezione ‘vera’ e valida per tutti; nessuno può misurare la perfezione nè l’imperfezione; nessuno può sapere il metro di perfezione dell’altro.

Ciò significa che il bruco è perfetto nel suo stato di bruco ed un altro stato di perfezione sarà raggiunto quando esso diventerà farfalla!

La Struttura Energetica dell’Uomo

Il Corpo Umano

La Medicina Classica Cinese raffigura il corpo come un armonico intreccio di canali lungo i quali scorre l’energia in forma e concentrazione diverse.

Ciascuno di noi è attraversato e nutrito da diverse forme di energia: dall’energia della terra, ovvero quella della nostra radice; dall’energia della materia, legata al nostro incedere nella vita con passo lesto; dall’energia libidica, il ‘fuoco della carne’, che forgia il sangue e ci pervade fino alla più piccola cellula. E poi c’è un’energia più sottile, che prende parte al nostro essere consci ma si rivolge anche alla zona più profonda ed inconscia di noi.

L’uomo Essere Unico

Non esiste uno standard nè copie ripetute identiche. La struttura energetica di ciascuno è ‘unica’, ‘individuale’ ed ‘originale. Corpo/materia e reticolo energetico sottile lavorano insieme per permettere ad ogni essere umano di realizzare la sua unicità.

Il seme e la pianta

Nella visione di James Hilmann, psicoterapeuta junghiano, l’Uomo alla nascita è la ‘ghianda’ di una specifica pianta. Non è scontato, nella vita, riuscire a fiorire e manifestare tutto il potenziale di quella pianta. Ci plasma la vita stessa attraverso i mille condizionamenti familiari, sociali, culturali, religiosi…; alla fine veniamo distorti e ci allontaniamo dal progetto iniziale, dalla nostra vera Natura.

Armonia ed equilibrio

Nel linguaggio energetico orientale, il deficit fisico più o meno grave è molto di più di un’anomalia biologica; è ciò che il corpo manifesta nel tentativo di segnalarci una discrepanza tra ciò che siamo veramente e ciò che crediamo di essere. Il distacco che abbiamo creato tra noi e la nostra natura originaria, tra noi e il mondo che ci circonda, tra noi, la Natura e i suoi elementi, le stagioni, le trasformazioni cicliche… crea disequilibrio.

I cinesi sapevano benissimo che un individuo è il risultato dell’armonia di tutti gli aspetti dell’energia del cosmo e di tutto ciò che lo compone. Per questa ragione hanno sempre puntato a ricostituire l’equilibrio attraverso tutte le meravigliose tecniche energetiche di cui sono padri.

La vita nel ‘dopo coronavirus’: fluire nella ricerca della felicità

Le passwords: fluire, flessibilità, ricercare la felicità, gratitudine

Spesso le proposte formative o i persorsi di conoscenza di sè e dei propri meccanismi energetici che il Centro Sudi del Benessere Evolutivo propone nascono da condivisioni vivaci di vita vera; si tratta di chiacchierate dense di passione e piacere di esplorare prima noi stessi e, di conseguenza, l’Essere Umano in generale.

Ci piace partire dal quotidiano, dalla vita di tutti i giorni nella quale si manifestano le aree di esperienza in cui ciascuno trova occasioni di comprensione di sè.

Come sarà la nostra vita nel ‘dopo coronavirus’?

Questo momento storico è particolarmente ricco di spunti e la domanda che io e Stefano Gibertoni, docente del Centro Studi del Benessere Evolutivo, ci siamo posti durante una recente ‘chiacchierata energetica’ è: come sarà la nostra vita nel ‘dopo coronavirus’…?

E abbiamo deciso di video riprendere un nostro scambio di opinioni.

Ci è venuta voglia di allargare ad altri la nostra condivisione, anche fiduciosi del potenziale simbolico della lettura energetica dei fatti. Oggi disporre di lenti d’ingrandimento che permettano di leggere anche tra le righe nel mare magnum di informazioni che ci arrivano, è più che mai necessario.

E’ naturale che ogni idea, sensazione e pensiero di ciascuno poggi anche sulla sua storia personale, fatta di valori, educazione, cultura, formazione e identità professionale.

Le nostre ipotesi, quindi, sono intrise di noi, di ciò che siamo e di come ci muoviamo nella vita e ci piace leggere i fatti attraverso la lente della psicoenergetica integrale di cui siamo interpreti, oltre che sostenitori.

Prima di lasciarvi alla visione del video, desideriamo condividere con voi anche un testo che ho scritto molto tempo fa e che ho ritrovato al termine della registrazione dell’intervista a Stefano, sollecitata da una parola arrivata chiacchierando con lui: FLUIRE

Una delle strategie migliori per affrontare meglio la famosa ‘fase 2′ (…e forse anche le successive…’) è fluire. Potrebbe sembrare un atteggiamento passivo, ma non lo è affatto…

Fluire

‘Fluire non è abbandonarsi alla corrente.

Fluire è approfittare della forza, della velocità e della potenza della corrente ed esprimere le nostre idee, compiere i nostri passi portati gratuitamente dalla corrente stessa.

Fluire significa non sprecare energie, non entrare nello sforzo.

Ogni volta che agisco per ‘principio’ o per ‘dimostrare che…’, esco dal flusso e mi muovo solo con le mie forze, sprecandole per nuotare in direzione diversa del flusso; alla fine mi restano ben poche energie per arrivare al mio originario obiettivo.

Il ‘giusto sforzo per ottenere l’intento è il gesto intenzionale; è l’azione che compio nel flusso di corrente per raggiungere quel determinato punto della riva, non uno a caso.

Se mi abbandono passivamente al flusso c’è la possibilità che io mi infranga rovinosamente su uno scoglio, o che venga scaraventata giù da una rapida o, ancora, ingoiata da un vortice.

Posso decidere di abbandonarmi al flusso nel mare calmo, per il gusto e nella fiducia di lasciarmi condurre per un pezzo sicuro e per riposare.

E’ un gesto intenzionale, scelto da me, espressione della mia volontà di autodeterminazione.

Fluire non è un’azione passiva.

E’ organizzata e verificata istante dopo istante.

Il mio scegliere un gesto piuttosto che un altro è il libero arbitrio espressione di me che mi rende unica.’

Barbara Moschetti

In molti ci hanno condiviso che, durante questi mesi di vita completamente stravolta, hanno fatto anche esperienze nutrienti, rimodulando le proprie giornate secondo ritmi nuovi e stravolgendo, spesso in meglio, le vecchie abitudini.

Alla luce di tutto ciò, al termine del video, con Stefano abbiamo lanciato una proposta di interazione: ci piacerebbe ci condivideste 3 scoperte positive (con tutte le valenze simbolico/energetiche di questo numero, come spiega Stefano nell’intervista) che avete colto durante il lock down e che vi piacerebbe portare con voi stabili e forti alla ripresa. Potete inserire le vostre condivisioni nell’area in fondo all’articolo ‘Lascia una risposta’.

Comincio io: vorrei portarmi nella fase 2 – 3 – 4… il tempo dilatato, la sensazione di non perderlo se scrivo per il piacere di farlo, il silenzio, il profumo e i colori della Natura rinata, la voglia di fare yoga tutti i giorni …ooopppsss…ho già superato il 3…

Tocca a voi ora.

Potrebbe interessarti leggere l’articolo ‘Gestione delle emozioni in tempo di crisi’

Lettera agli amici BEI

 

GUARDA IL VIDEO

 

Carissimi amici,

Abbiamo atteso qualche giorno prima di riprendere contatto con voi per avere chiari i termini della situazione ed ora, che è evidente che dovremo rimanere ritirati per un bel po’ di giorni, vi raggiungeremo con alcune mail con l’intento di accorciare le distanze fisiche e superare assieme questo empasse, valorizzando al meglio questo “ritiro forzoso”.

Iniziamo col farvi riflettere sul tema “dell’autodeterminazione” e sulla possibilità di scegliere ciò a cui voler credere e percepire in ogni situazione.

Quello che, in altri termini, si dice “vivere deliberatamente”, che non significa fare ciò che si vuole indiscriminatamente, ma essere sempre più presenti a sé stessi e “scegliere” il proprio atteggiamento, soprattutto il significato che attribuiamo agli eventi, decidendo di volta in volta a che cosa dare la nostra attenzione ed energia.

Si tratta di uno dei principi fondanti di tutto il nostro lavoro; le tematiche proposte nei vari percorsi formativi del Centro Studi Benessere Evolutivo sono spesso desuete, un po’ ‘voci fuori dal coro’. Cerchiamo sempre di attingere a conoscenze distanti dal ‘mainstream’ e a nuovi modi di vedere le cose.

Coerentemente alla nostra natura, quindi, vogliamo esplorare l’intensa esperienza che stiamo condividendo tutti:

  • Analizzando i fatti con lucidità e capacità critica
  • Utilizzando tutti gli strumenti acquisiti per consolidare il nostro Ben-Essere
  • Cogliendo le opportunità trasformative che esperienze come questa celano sotto le difficoltà più immediatamente percepibili

La situazione “Coronavirus” è sicuramente preoccupante per vari motivi. Quello che all’inizio sembrava “solo” una emergenza sanitaria, è ora diventata una pandemia con complicazioni ed effetti collaterali in vari aspetti della nostra vita, a livello psicologico, emotivo, economico e sociale.

Possiamo immaginare che alla fine dell’emergenza, come dopo l’11 settembre 2001, il mondo non sarà più lo stesso. E con questo non vogliamo essere pessimisti, ma sempre più consapevoli della realtà e predisporci al meglio per cogliere gli stimoli ed anche le opportunità che il momento di crisi ci sta offrendo.

E‘ noto che la parola CRISI in greco antico significa “distinguere, scegliere, decidere”, mentre nella scrittura cinese il temine CRISI è composto da due ideogrammi che rappresentano il “pericolo” combinato con “opportunità e trasformazione”. Non è facile in questo momento immaginare che quello che sta accadendo possa veramente rappresentare una opportunità, ma se vogliamo allargare la nostra visione, potremo quantomeno cogliere questo “ritiro forzato” come una occasione di crescita interiore.

Nel pensiero di Albert Einstein “Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi può essere una vera benedizione per ogni persona e per ogni nazione, perché è proprio la crisi a portare progresso. La creatività nasce dall’angoscia, come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che nascono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie (…) senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato”.

Parole forti che ci fanno riflettere sul senso di angoscia, ma anche di creatività, di cui l’essere umano è dotato e dal quale può attingere per attivare le più diverse strategie di rinascita.

Noi ci crediamo e continuiamo ad esplorare assieme a tutti voi con curiosità accesa e nervi saldi, in attesa che le nostre belle piazze si riempiano di nuovo di abbracci e risate. Abbiamo acquisito in tempi non sospetti strumenti preziosi…ora è il tempo di usarli!

Un abbraccio dal cuore.

Il team del Centro Studi Benessere Evolutivo Integrale 

Newsletter: La coscienza dell’acqua

“Penso anche che senza acqua non possa esserci niente, nessuna vita. Sì, l’acqua ha a che fare con tutti gli elementi esistenti, e li può “contenere” tutti.  Dobbiamo considerare l’acqua come parte di noi. Noi usiamo solo il tre percento del nostro DNA, questo significa che il novantasette percento di noi stessi è ancora da scoprire, o meglio, da ricordare. Forse un giorno potremmo viaggiare nel tempo grazie all’acqua, viaggiare in altre dimensioni o scoprire cosa c’è dopo la morte. Lo so che tutto questo, oggi, ci appare come utopia, ma io desidero gettare un ponte per le generazioni future.”


Intervista a Masaru Emoto

Leggi tutto >>

1