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La vita nel ‘dopo coronavirus’: fluire nella ricerca della felicità

Le passwords: fluire, flessibilità, ricercare la felicità, gratitudine

Spesso le proposte formative o i persorsi di conoscenza di sè e dei propri meccanismi energetici che il Centro Sudi del Benessere Evolutivo propone nascono da condivisioni vivaci di vita vera; si tratta di chiacchierate dense di passione e piacere di esplorare prima noi stessi e, di conseguenza, l’Essere Umano in generale.

Ci piace partire dal quotidiano, dalla vita di tutti i giorni nella quale si manifestano le aree di esperienza in cui ciascuno trova occasioni di comprensione di sè.

Come sarà la nostra vita nel ‘dopo coronavirus’?

Questo momento storico è particolarmente ricco di spunti e la domanda che io e Stefano Gibertoni, docente del Centro Studi del Benessere Evolutivo, ci siamo posti durante una recente ‘chiacchierata energetica’ è: come sarà la nostra vita nel ‘dopo coronavirus’…?

E abbiamo deciso di video riprendere un nostro scambio di opinioni.

Ci è venuta voglia di allargare ad altri la nostra condivisione, anche fiduciosi del potenziale simbolico della lettura energetica dei fatti. Oggi disporre di lenti d’ingrandimento che permettano di leggere anche tra le righe nel mare magnum di informazioni che ci arrivano, è più che mai necessario.

E’ naturale che ogni idea, sensazione e pensiero di ciascuno poggi anche sulla sua storia personale, fatta di valori, educazione, cultura, formazione e identità professionale.

Le nostre ipotesi, quindi, sono intrise di noi, di ciò che siamo e di come ci muoviamo nella vita e ci piace leggere i fatti attraverso la lente della psicoenergetica integrale di cui siamo interpreti, oltre che sostenitori.

Prima di lasciarvi alla visione del video, desideriamo condividere con voi anche un testo che ho scritto molto tempo fa e che ho ritrovato al termine della registrazione dell’intervista a Stefano, sollecitata da una parola arrivata chiacchierando con lui: FLUIRE

Una delle strategie migliori per affrontare meglio la famosa ‘fase 2′ (…e forse anche le successive…’) è fluire. Potrebbe sembrare un atteggiamento passivo, ma non lo è affatto…

Fluire

‘Fluire non è abbandonarsi alla corrente.

Fluire è approfittare della forza, della velocità e della potenza della corrente ed esprimere le nostre idee, compiere i nostri passi portati gratuitamente dalla corrente stessa.

Fluire significa non sprecare energie, non entrare nello sforzo.

Ogni volta che agisco per ‘principio’ o per ‘dimostrare che…’, esco dal flusso e mi muovo solo con le mie forze, sprecandole per nuotare in direzione diversa del flusso; alla fine mi restano ben poche energie per arrivare al mio originario obiettivo.

Il ‘giusto sforzo per ottenere l’intento è il gesto intenzionale; è l’azione che compio nel flusso di corrente per raggiungere quel determinato punto della riva, non uno a caso.

Se mi abbandono passivamente al flusso c’è la possibilità che io mi infranga rovinosamente su uno scoglio, o che venga scaraventata giù da una rapida o, ancora, ingoiata da un vortice.

Posso decidere di abbandonarmi al flusso nel mare calmo, per il gusto e nella fiducia di lasciarmi condurre per un pezzo sicuro e per riposare.

E’ un gesto intenzionale, scelto da me, espressione della mia volontà di autodeterminazione.

Fluire non è un’azione passiva.

E’ organizzata e verificata istante dopo istante.

Il mio scegliere un gesto piuttosto che un altro è il libero arbitrio espressione di me che mi rende unica.’

Barbara Moschetti

In molti ci hanno condiviso che, durante questi mesi di vita completamente stravolta, hanno fatto anche esperienze nutrienti, rimodulando le proprie giornate secondo ritmi nuovi e stravolgendo, spesso in meglio, le vecchie abitudini.

Alla luce di tutto ciò, al termine del video, con Stefano abbiamo lanciato una proposta di interazione: ci piacerebbe ci condivideste 3 scoperte positive (con tutte le valenze simbolico/energetiche di questo numero, come spiega Stefano nell’intervista) che avete colto durante il lock down e che vi piacerebbe portare con voi stabili e forti alla ripresa. Potete inserire le vostre condivisioni nell’area in fondo all’articolo ‘Lascia una risposta’.

Comincio io: vorrei portarmi nella fase 2 – 3 – 4… il tempo dilatato, la sensazione di non perderlo se scrivo per il piacere di farlo, il silenzio, il profumo e i colori della Natura rinata, la voglia di fare yoga tutti i giorni …ooopppsss…ho già superato il 3…

Tocca a voi ora.

Potrebbe interessarti leggere l’articolo ‘Gestione delle emozioni in tempo di crisi’

La gestione delle emozioni in tempo di crisi

La crisi che apre alla Consapevolezza

Partendo dal presupposto che, alla fine dell’emergenza, il mondo non sarà più come prima, quella che stiamo vivendo in questi giorni è indubbiamente una grande prova.

La sfida del momento non tocca soltanto il nostro sistema immunitario, tema che abbiamo già esplorato dal punto di vista biologico/energetico, ma coinvolge tutta la nostra comprensione e la nostra stabilità emotiva.

L’emozione prevalente in un periodo di crisi come questo è la paura, come abbiamo già detto nell’articolo ‘Paura: la risposta naturale al pericolo‘.

Paura ed angoscia sono pessime consigliere e talvolta ci portano a reazioni involontarie, quasi sempre irrazionali e inefficaci per gestire e risolvere le situazioni contingenti.

Come reagiamo alla paura?

Le persone impaurite reagiscono tipicamente così:

  • esplodono in una reazione rabbiosa, con relativa perdita della lucidità mentale e del controllo di sé, scagliandosi contro tutto ciò che rappresenta una minaccia o cercando il colpevole nel mondo esterno;
  • le persone che hanno poca confidenza con le loro sensazioni, particolarmente quelle di rabbia e paura, spesso reagiscono proteggendosi, chiudendosi in sé stesse in una forma di congelamento emozionale, scadendo spesso nel vittimismo;
  • altre ancora, per non sentire il disagio emotivo, intellettualizzano, ovvero si spostano nell’iper-razionalità, tipica di chi insegue tutte le spiegazioni scientifiche, ma anche di chi indulge ossessivamente nei pensieri (e nella paura) del complottismo;
  • altre negano, o si rifugiano in un pensiero eccessivamente positivo o fatalista, perdendo così di vista la propria responsabilità di stare intenzionalmente con quello che la situazione presenta per divenirne sempre più consapevoli.

“Tutto ciò a cui ti opponi permane e si amplifica, tutto ciò che ti permetti di far emergere si manifesta e si dissolve”.

Come trasformare il disagio?

Il nostro obiettivo non è quello di essere senza emozioni o di controllarle per soffocarle e sopprimerne la manifestazione, ma quello di permetterci di sentirle, di osservarle, di riconoscerle e dare loro un nome.

In questo modo oggettiviamo l’emozione e riusciamo a ridimensionarla e integrarla.

Come trasformare, allora, i momenti di disagio emotivo, anche quelli che stiamo vivendo in questi giorni, in occasioni di consapevolezza, crescita interiore e maggior serenità?

Premessa fondamentale è accogliere con amorevolezza noi stessi, i nostri cari, il nostro smarrimento, le reazioni emotive intense, comportamenti esagerati compresi. 

L’accoglienza di noi e di ciò che c’è di noi, anche nella risposta emotiva, apre ad un processo di auto-osservazione importante, una possibilità di ‘educarci’ a riconoscere le nostre modalità di reazione e a comprenderne le dinamiche.

PASSI VERSO LA CONSAPEVOLEZZA

Quello che ci sfugge spesso è il tempo dell’ascolto di ciò che suscita in noi un’esperienza; un tempo dal quale possono sorgere informazioni utili di noi, dei nostri meccanismi di reazione, come abbiamo visto, ma anche di chi siamo, di come ci muoviamo nel mondo e con quali abiti.

In questo tempo dilatato, potremmo provare a fermarci di fronte ad un fatto attivante e non scappare subito alla ricerca di un colpevole esterno e di soluzioni immediate. Possiamo fare un piccolo passo indietro e, con l’intenzione di scoprire tutto ciò che può esserci utile dell’esperienza stessa, farci delle semplici domande:

COSA STA SUCCEDENDO?

Entriamo nell’osservazione del fatto, diamo un nome alla situazione che sta accadendo. Si tratta di una descrizione il più possibile oggettiva della situazione nuda e cruda, così come si presente:

  • non ho fatto scorta di qualche cosa che mi serve ora…
  • I bambini sono troppo nervosi e fanno i capricci…
  • Il mio compagno/a non mi dedica l’attenzione che vorrei…

CHE COSA SENTO?

Entrando un pochino più dentro di noi, permettiamoci di sentire il nostro stato d’animo conseguente e riconosciamo l’emozione prevalente: rabbia, tristezza, paura, frustrazione, impotenza… Nel riconoscerla la lasciamo essere, senza giudizio e apriamo alla sua trasformazione che si traduce subito in un cambio di percezione della sua intensità.

DI CHE COSA HO PAURA, CHE COSA TEMO?

Ciò che spesso è alla base delle nostre reazioni emotive più forti è la paura; lo sforzo maggiore è proprio quello di riconoscere quale conseguenza temiamo si manifesti dalla situazione che ha provocato l’attivazione emotiva.

Possiamo temere una conseguenza pratica: in questo caso, quindi, nella relazione di ‘causa ed effetto’ se ‘non ho fatto la spesa – temo che manchi in casa qualcosa di necessario’.

Possiamo diversamente temere una conseguenza interiore: in questa seconda ipotesi l’emozione ha origini più profonde e deriva da un’interpretazione personale del fatto, filtrato da una percezione interiore del valore di sè.

In tal caso il fatto ‘non ho fatto la spesa’ poggia sul ‘temo che il mio compagno/a pensi, dica che non tengo abbastanza alla famiglia, che non sono un genitore premuroso…e, quindi, mi giudichi, rifiuti, umili…

E’ frequente che timore pratico e interiore vadano assieme: l’aspetto pratico è il ‘gancio’ che ci permette di scovare un’intima percezione negativa di noi di cui non ci rendiamo conto.

Quale pensiero di noi ha scatenato la reazione emotiva? E da dove ha origine? E perchè ci credo così tanto da esserne spesso condizionata?

Non vi è un solo pensiero condizionante, ma tante ‘etichette‘, ovvero giudizi raccolti nel tempo dall’ambiente familiare, dalla scuola, nella società e a cui continuiamo a credere senza nemmeno rendercene conto.

Sono filtri attraverso i quali percepiamo i fatti in maniera costantemente alterata e reagiamo secondo un punto di vista personalissimo, convinti di essere oggettivi.

Non sono reali e derivano da errate percezioni di noi che si sono formate probabilmente quando eravamo molto piccoli e ancora molto dipendenti dal riconoscimento e dal sostentamento esterno.

In conseguenza a ciò capita che si sia portati ad interpretare i fatti della vita attraverso una lente percettiva molto condizionata. In realtà l’esperienza presente è un’opportunità meravigliosa di rivedere tutto con occhi e strumenti diversi, quindi, di ridimensionare tutto lo scenario e togliere l’etichetta di giudizio.

Non mi conoscevo affatto, non avevo per me alcuna realtà mia propria, ero in uno stato come di illusione continua, quasi fluido, malleabile; mi conoscevano gli altri, ciascuno a suo modo, secondo la realtà che m’avevano data; cioé vedevano in me ciascuno un Moscarda che non ero io non essendo io propriamente nessuno per me: tanti Moscarda quanti essi erano.
(Luigi Pirandello
)

Nel video seguente Alberto Mantovani prosegue l’approfondimento iniziato nell’articolo ‘Paura: la risposta naturale al pericolo‘ puntando l’attenzione sull’opportunità di crescita che ogni crisi rappresenta per l’Uomo.


Concludiamo indicandovi un video ispirante che ci è stato suggerito da Alberto Mantovani e Stefania Muraro, co-direttori didattici di Accademia dell’Essere e del Centro Studi del Benessere Evolutivo Integrale:

Buona visione

Paura, la risposta naturale al pericolo

La paura è una risposta umana naturale al pericolo. Non c’è dubbio che in queste ultime settimane ci siamo sentiti minacciati da un ‘nemico’: il covid19 e la pandemia che questo virus ha scatenato, sconvolgendo letteralmente le nostre vite.

Paura e angoscia

Ricordiamoci che la paura è un ottimo meccanismo di difesa di fronte ad un pericolo ben definito, chiaro; si ha paura di qualcuno, di qualcosa. Quando l’oggetto della nostra emozione è indeterminato e non sappiamo bene da dove arriva, chi è e cosa la provoca, la paura diventa angoscia, talvolta panico.

Si può smettere di avere paura?

Tentare di smettere di provare paura è tanto inutile quanto controproducente. Ci si potrebbe riuscire solo bloccando il nostro sentire perchè, anche volendo chiudere a tutto ciò che ci può rendere vulnerabili, attaccabili, non possiamo evitare completamente di entrare in relazione con altre persone o di vivere esperienze.

Solo per il fatto di essere vivi, incorreremo sempre in qualcosa o in qualcuno che potenzialmente suscita in noi un senso di pericolo.

Lo spavento fa mancare il cuore, disorienta lo spirito, fa divagare il pensiero e disorganizza il Qi. (S.W., 39)

Come agire la paura

Ciò che ci preserva dalla paura è conoscerla, aprire a questa emozione riconoscendola e accogliere la nostra modalità di risposta.

Fa bene ascoltarci e agire in modo da soddisfare quel bisogno che la paura ci rende più evidente. 

Oggi proviamo paura per l’incertezza di un futuro di cui non abbiamo capacità di previsione perchè si è smarrita la logica consequenziale di un tempo che non c’è più. Le certezze su cui basavamo i nostri passi in avanti qualche settimana fà, oggi sono un tantino sbiadite ed è ‘normale’ temere di non avere un luogo sicuro, di non poter più contare su tutte le cose materiali che prima davamo per scontate, di non essere in grado di garantire a noi e ai nostri cari i confort di prima; incontriamo la paura di restare soli, di non riuscire a proteggere, o peggio, di perdere chi amiamo.

Tutto ciò è naturale.

Interdipendenza…

Il fatto è che non siamo i soli a provare tutto ciò e, ancora più importante, non siamo soli.

Mai come in questo periodo possiamo fare esperienza diretta della nostra interdipendenza.

Qui ed ora, in questo particolare momento storico è evidente che siamo tutti esposti alle stesse difficoltà e che solo agendo assieme, ognuno con le proprie capacità, competenze e talenti possiamo individuare le azioni migliori per creare un tempo nuovo. Potrebbe essere l’occasione buona per provare a condividere avendo cura gli uni degli altri e, tutti assieme, di Madre Terra della quale, non dimentichiamo, siamo ospiti poco rispettosi.

Le strutture di convivenza sociale sin qui adottate non tengono conto di questa evidente realtà nè, ancor più dell’interdipendenza tra gli uomini e tra l’uomo e la Natura.

Non siamo soli e, in realtà, non lo siamo mai stati, in nessuna delle nostre rappresentazioni; ma uno degli effetti della paura è farci sentire separati, prima di tutto dalle nostre abilità, spegnendo la creatività di cui siamo tutti abbondantemente muniti e allontanandoci dai sogni, dal dare loro seguito.

Strumenti per gestire la paura

Forse è giunto il momento di cessare di vedere la paura come un nemico da contrastare e respingere. Probabilmente siamo pronti e attrezzati per riconoscerla profondamente, accoglierla e prendere confidenza con ciò che ci fa sentire nel corpo e attraverso i pensieri.

Riconoscendola e sentendola nascere, ora possiamo ascoltare cosa succede al nostro respiro, al nostro corpo, al battito del nostro cuore. Osserviamo le immagini che si creano nella mente e prendiamo nota delle idee che sorgono, cercando di capire quanto esse siano radicate nel nostro passato, nelle nostre esperienze. Così facendo ci accorgeremo che spesso la paura è legata ad un pensiero di noi proiettato nel futuro.

Concedendoci il tempo di osservare la paura e le sue manifestazioni ‘chimiche’ nel nostro corpo-mente, possiamo frequentare questa emozione consapevoli e farci i conti, catturandone il senso, oltre che la natura.

E’ da qui che possiamo respirare e ascoltare con più calma il fluire impetuoso delle sensazioni di paura e delle altre emozioni che costellano il nostro cammino: tristezza, ansia, dolore e rabbia…, tutte lecite, sensate e utili. E’ trovando il senso di ciò che ci accade che ritorniamo a noi e, come ci suggerisce Thich Nath Hahn, ‘riconoscere di avere motivi più che sufficienti di essere felici’…sempre!

Non tremiamo perché abbiamo paura, ma abbiamo paura perché
tremiamo (W. James)

Il video che segue è il primo di 2 contributi. In esso Alberto Mantovani, co-direttore didattico della scuola di formazione professionale per Counselor Olistici e Operatori Olistici ‘Accademia dell’Essere‘, racconta la differenza tra ansia – paura – angoscia.

Il video che segue è il primo di 2. In esso Alberto Mantovani, co-direttore didattico della scuola di formazione professionale per Counselor Olistici e Operatori Olistici ‘Accademia dell’Essere‘, racconta la differenza tra ansia – paura – angoscia. Nella seconda parte del video, che trovate nell’articolo ‘La gestione delle emozioni in tempo di crisi’, Alberto prosegue l’approfondimento entrando nel merito di come trasformare la sfida in opportunità, coltivando la presenza e diventando capaci di distinguere l’illusione dalla speranza in un futuro del quale essere costruttori di cambiamento.


Sono felice di avere ottenuto dalla direzione di Accademia dell’Essere l’autorizzazione all’uso di questi video che sono stati preparati per sostenere gli allievi della scuola in questo particolare momento. A nostro avviso si tratta di contenuti preziosi che fanno riferimento a temi didattici dei percorsi professionali e che possono offrire spunti di comprensione a tutti e strumenti di trasformazione dell’esperienza che stiamo vivendo.

Buona lettura.

Da Wuhan la mappa di trattamento della Medicina tradizionale Cinese

L’utilizzo dei punti energetici a rinforzo del sistema immunitario

Abbiamo già descritto nell’articolo ‘Sistema immunitario e Tong Ren’ la sequenza di punti che è stata sperimentata direttamente negli ospedali di Wuhan. Il Dott. Zhou è il responsabile del dipartimento di Medicina Tradizionale Cinese degli ospedali della città che gode della stima di Tom Tam, fondatore della tecnica energetica Tong Ren. Da esperto medico agopuntore, ha messo a punto assieme a Tom Tam questa mappa di trattamento praticandola su migliaia di pazienti e ottenento buoni risultati sia in termini di recupero della qualità respiratoria, che di risposta immunitaria.

Nel video seguente il dott. Giovanni Cellerini ci racconta la funzione energetica di ogni punto presente nella mappa del Dott. Zhou e spiega come strutturare il trattamento energetico con la tecnica del Tong Ren.


Tom Tam e i punti del Dott. Zhou

Accedendo alla pagina del sito Tongren station, potrete ascoltare direttamente dalla voce di Tom Tam il suo punto di vista sulla situazione ‘covid19’; precisa che l’azione più efficace è quella del rinforzo del sistema immunitario e di tutte le strutture del corpo, ricoscendo non perseguibile un’azione diretta per contrastare il virus.

Questo è il link che vi porta al video intervento di Tom pubblicato sul suo sito:https://tongrenstation.com/featured/tapping-points-for-covid-19/

Buona visione.

Sistema Immunitario e Intestino

 IL SISTEMA IMMUNITARIO E L’INTESTINO

Come incentivare una buona circolazione del Qi difensivo?

Secondo la cultura cinese, l’energia difensiva è prodotta dal sistema digerente attraverso il quale il cibo viene trasformato e suddiviso in energia ‘pura’, destinata a fornire nutrimento ad organi, apparati e sistemi ed energia ‘grezza’, preposta proprio a costituire l’apparato di difesa del corpo. Così come sostiene anche la Psiconeuroendocrinoimmunologia, l’intestino è il luogo di passaggio ed elaborazione di nutrimenti provenienti dall’esterno, ma anche di emozioni, pronte per essere trasformate ed integrate. L’intestino è la sede operativo-strategica del network tra sistema nervoso, sistema immunitario e sistema endocrino: uno scambio continuo di informazioni interconnesse tra i vari distretti che modificano, istante dopo istante, le attività delle loro linee di produzione e diffondono informazioni a tutta la struttura chimica del corpo per produrre e preservare il più possibile l’equilibrio. E’ il nervo Vago che trasmette i dati sensitivi e motori in andata e ritorno (verso il cervello e dal cervello). Grazie a questa task force permanente, ‘quando l’invasore agisce sulla muraglia, dal centro si ordina la risposta’. Vale a dire che, su una base di buon equilibrio psicofisico, l’attacco esterno ha buone possibilità di essere neutralizzato.

COME POTENZIARE IL SISTEMA IMMUNITARIO

La visione olistica del Centro Studi Bei ci porta sempre ad osservare l’essere umano nella sua interezza di corpo-mente-emozioni. Nel tentativo di riportare equilibrio in noi, a prescindere su quale area esistenziale si applichi l’azione di miglioramento, l’effetto ricadrà su ogni parte. Se, per esempio, agiamo sul corpo, laddove è più facile in qualsiasi frangente, anche quello attuale, trovare strumenti e metodi di riequilibrio energetico, ne gioveranno anche l’area psichica ed emozionale. Con questo nostro contributo, intendiamo proprio partire dal corpo per recuperare un minimo di benessere psico-fisico che ci consenta di affrontare meglio questi giorni; in particolare, ci prenderemo cura del nostro secondo cervello, ovvero l’intestino, il cui benessere ci garantisce maggiore forza reattiva alle ondate emotive oltre che un cospicuo contributo al buon funzionamento del sistema immunitario.

RINFORZARE L’INTESTINO
Respiro:

Per mantenere in efficienza il nostro sistema immunitario è ora evidente quanto sia importante avere cura del nostro intestino. In MCC è definito viscere, associato all’organo polmone, quindi, influenzato sensibilmente dalla qualità della tecnica respiratoria che pratichiamo nel quotidiano. In questa lettura è facilmente deducibile associare l’aumento esponenziale di disfunzioni intestinali nella nostra epoca ad una modalità di respirare ridotta e superficiale. Ogni pratica di respiro (il breathwork per esempio) che porti attenzione all’atto stesso e che ne amplifichi la portata è, quindi, il principale rimedio di buona salute intestinale e, conseguentemente, del nostro sistema immunitario.

Cibo:

Dal punto di vista alimentare, aldilà delle più diverse scuole di pensiero, è buona cosa riportare l’attenzione all’essenza del significato del termine ‘salute’ sopra espresso e al concetto di equilibrio da cui questo stato viene alimentato. Per essere promotore di equilibrio, un buon regime alimentare ha bisogno di:

  • Essere espressione del naturale ritmo delle stagioni: consumare prodotti che ogni energia stagionale regala, permette al corpo di adattarsi gradualmente ai cambiamenti e ricavare da ogni fase il nutrimento specifico necessario
  • Essere espressione della qualità energetica di quel territorio: uomo e natura sono in interrelazione costante. Latitudine e longitudine sono fattori che influiscono nettamente sulle strutture naturali dei luoghi, così come sulle caratteristiche fisiche degli abitanti di quei luoghi. In tempi di globalizzazione vi è accesso a prodotti che arrivano da molto lontano. E’ importante mantenere nel nostro schema alimentare quotidiano una prevalenza di prodotti del nostro territorio, che hanno caratteristiche energetiche a noi rispondenti
  • Aderire alla regola ‘semplice è meglio’: il nostro paese offre prodotti di altissima qualità che non necessitano di grandi elaborazioni per essere consumati. Più semplice è la preparazione degli alimenti, più assumeremo, assieme alla struttura fisica/chimica dell’alimento stesso, la sua energia integra. Il nostro intestino, nel processo di digestione, estrarrà la parte pura di quel prodotto e la veicolerà al sangue. Attraverso il processo digestivo, quindi, come in un laboratorio alchemico, l’essenza di quel prodotto diventerà noi, il nostro nutrimento; la parte più grezza, invece, rafforzerà la nostra struttura difensiva

Più in generale, in momenti ad alta stimolazione stressogena, si possono privilegiare i cibi fermentati che fungono da probiotici naturali a vantaggio della flora intestinale. Dal kefir al miso, passando per una più comune birra grezza, gli alimenti fermentati fanno così bene perché contengono batteri buoni, lieviti o funghi. Tutti questi elementi sono attivi a livello dell’intestino. Ciò significa che vi giungono senza essere ‘digeriti’ e qui esercitano la loro preziosa azione benefica. Migliorano, dunque, il microbiota intestinale e, di conseguenza, generano una serie di benefiche reazioni immunitarie.

Un altro rimedio naturale usato da sempre in MCC è l’astragalo: con funzione immunostimolante grazie ai suoi principi attivi che rinforzano i meccanismi di difesa dell’organismo, stimola l’attività di milza, timo e linfonodi intestinali, a vantaggio della capacità fagocitaria dei linfociti.

Vi segnaliamo con piacere un bell’articolo di Lifegate nel quale potete trovare altri consigli utili praticabili da subito.

https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/cosa-mangiare-rafforzare-sistema-immunitario

A presto!

Vedi anche l’articolo Sistema Immunitario ed Energia – Il concetto di ‘salute’

Sistema Immunitario e Tong Ren

Come sostenere il nostro ‘Guaritore Interiore’ con l’ausilio della tecnica del Tong Ren

Nell’articolo pubblicato qualche giorno fa ‘Sistema immunitario e energia’, abbiamo iniziato a parlare di alcuni strumenti utili per mantenere in buona efficienza le nostre difese personali.

In buona sostanza, dall’articolo si evince che ciò che influenza positivamente la nostra capacità di difenderci dai ‘nemici’ della nostra salute, è uno stile di vita equilibrato.

L’esperienza che stiamo tutti vivendo in questi giorni può essere letta in chiave ‘olistica’ e permettere a ciascuno di scoprire il proprio punto ‘risorsa’ e il punto di ‘dispersione energetica’. Potremmo sentirci particolarmente fragili fisicamente se, per esempio, è il corpo ad essere in difficoltà; potremmo, diversamente, essere in preda alla paura / angoscia, quindi sentirci minacciati da fattori esterni incontrollabili; potremmo spendere gran parte delle nostre energie in pensieri di preoccupazione per un futuro davvero incerto…

La stessa esperienza oggettiva produrrà milioni di risposte, quindi di comportamenti diversi, tanti quanti sono gli abitanti di questo pianeta. Ciascuno di noi fa, anche in questa difficile occasione, la sua personalissima esperienza.

In ogni caso si tratta di un’esperienza molto intensa che altera la circolazione armonica dell’energia vitale (Qi). Si crea, quindi, la condizione tipica in seguito alla quale l’esercito schierato in difesa della nostra ‘salute’, ovvero il nostro BenEssere psicofisico, diventa attaccabile dall’esterno.

Come sempre, con il Tong Ren, tecnica a noi tanto cara della cui efficacia abbiamo fatto esperienza molte volte sia in ambito fisico, psichico che emozionale, materia, energia ed emozioni hanno lo stesso valore e concorrono a realizzare la condizione di BenEssere dell’uomo.

Come esseri umani stiamo bene se tutte le nostre parti sono integrate tra loro e se c’è integrazione tra noi e l’esterno. Anche il trattamento che vi proponiamo con questo articolo si fonda su questi semplici ma per nulla scontati principi.

Tong Ren e l’equilibrio

Il Tong Ren, agisce sul sistema immunitario su due fronti:

  • Favorisce la conservazione della condizione di equilibrio energetico che porta BenEssere psicofisico
  • Ne promuove il ripristino quando essa risulta alterata

Le mappe energetiche di agopuntura descrivono da sempre il simbolismo energetico e l’efficacia di alcuni punti precisi nel potenziamento dell’azione di difesa del corpo.

L’azione ‘olistica’ della tecnica tiene conto del significato simbolico di ogni punto e della struttura complessa degli individui: non esiste solo il corpo, non esiste solo la mente, non esistono solo le emozioni.

La pratica del Tong Ren, anche in questa occasione, mette insieme parte di quell’antica cultura e le conoscenze raccolte durante la pratica professionale di Tom Tam e della sua equipe.

In particolare, vi proponiamo in questa sede una sequenza di punti che è stata messa a punto da Tom Tam e che contiene un inserto specifico suggerito dal Dott. Zhou, responsabile del dipartimento di Medicina Tradizionale Cinese degli ospedali di Wuhan, che agisce direttamente sulla qualità respiratoria.

Sequenza di pratica a sostegno del Sistema Immunitario

Muniti di doll e martelletto possiamo quindi stimolare i seguenti punti:

  • T1 – T2 – T3 – T4 – T7 che sono indicati da Tom Tam i punti ‘base’ di rinforzo del sistema immunitario
  • Da K27 a K21 sia a rinforzo della qualità energetica dei polmoni che come richiamo dei punti ‘base’ descritti sopra
  • GV22 – GB13 – BL6: punti mentali per lavorare sull’emozione ‘paura’ (sono punti di attivazione dei neuroni specchio)
  • LI4 – LU9 – LU6: questi punti agiscono sull’energia delle alte vie respiratorie e, nel contempo, (soprattutto MC6), lavorano ancora sull’ansia, favorendo la liberazione dalle paure
  • K3: fornisce forza ed energia al corpo
  • Conclusione: portare l’energia verso il basso, agendo sulla parte frontale del doll e chiudere con la stimolazione dei punti sui piedi LV3 e K1

Buona pratica e ci vediamo presto!


Sistema Immunitario ed Energia – Il concetto di ‘salute’

Nella cultura classica orientale il termine ‘salute’ è riferito all’espressione armonica della circolazione dell’energia vitale che si manifesta attraverso la costante alternanza delle forze primordiali dello yin e dello yang. Se è vero che queste forze sono il motore che sottende ad ogni manifestazione, l’uomo, parte del Tutto, non è esente da tale legge. Anch’egli, quindi, sarà in ‘salute’ se, nella sua globalità, muoverà i suoi passi in equilibrio tra tutte le parti di sé, tra sé e gli altri uomini, tra sé e la Natura.

Il movimento creato dalla costante alternanza delle due forze archetipiche è definito QI, ovvero l’energia vitale di cui tutto è composto, che tutto muove e tutto trasforma. Ne consegue che anche l’uomo è dotato di Qi e, tanto più la sua energia è in sintonia con l’ambiente circostanze (Natura) e l’alternanza della manifestazione delle qualità energetiche di natura (le stagioni), più egli vive in armonia, quindi, in ‘salute’.

La definizione di ‘salute’ secondo l’OMS non si discosta affatto dalla visione orientale antica e la descrive come ‘uno stato di completo benessere psichico, fisico e sociale dell’uomo dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale e non la sola assenza di malattia’.

Sempre nella visione cinese, la ‘salute’ non è data, ma è il frutto di una continua ricerca di equilibrio e di benessere; al contempo la ‘malattia’ non è un avvenimento accidentale, ma un segnale di disequilibrio che può collocarsi nella propria sfera interiore piuttosto che rivolto verso il mondo esterno, fatto di ambiente e di relazioni.

Focalizzando ora la nostra attenzione sull’essere umano ed entrando un po’ più nel dettaglio della struttura di funzionamento del Qi, è interessante osservare che assume diverse specializzazioni a seconda della funzione che svolge. Con l’obiettivo, quindi, di garantire all’individuo il mantenimento dello stato di equilibrio ideale che porta alla manifestazione di uno stato generale di benessere, una parte di Qi si attiverà per ‘difendere’ la persona da attacchi esterni potenzialmente alteranti l’equilibrio dei corpi.

IL SISTEMA IMMUNITARIO

In psicosomatica il sistema immunitario viene definito il ‘guerriero interiore’.

Tutti noi siamo dotati di un’immunità costituzionale, che appartiene, cioè, ad un bagaglio ereditato alla nascita, e un’immunità acquisita che si conquista man mano che muoviamo i nostri passi nel mondo, anche grazie a tutta la serie di ‘malattie’ comuni di cui facciamo esperienza. Entrambe si fondono per dare origine al nostro, unico e proprio, sistema immunitario. Attraverso questo sistema di difesa, siamo in grado di discernere ciò che è buono per noi da ciò che non lo è perché ritenuto pericoloso.

Talvolta, però, l’attacco esterno è così violento e forte da riuscire ad abbattere la barriera di difesa ed oltrepassarla.

IL QI DIFENSIVO: LO WEI QI

La Medicina Classica Cinese (MCC) identifica nello WEI QI, ovvero il Qi difensivo, quella qualità energetica di cui tutti siamo dotati e che ha la precisa funzione di proteggere il corpo dai patogeni esterni. Un suo deficit crea un indebolimento delle difese personali.

La circolazione dello WEI QI:

seguendo il ritmo circadiano naturale, lo WEI QI circola di giorno sulla superficie corporea esterna, ovvero sulla pelle; svolge così la sua funzione di ‘difesa’ da agenti esterni e regola l’equilibrio dei liquidi del corpo e la sua temperatura. Di notte, il Qi difensivo rientra all’interno per purificare gli organi.

E’ possibile accorgersi di una debolezza del sistema immunitario prima che insorgano disagi fisici?

La macrobiotica parla di ‘7 livelli di malattia’ per descrivere proprio una graduale modalità di manifestarsi del disequilibrio interiore. La prima manifestazione di disarmonia è la stanchezza, o meglio, quell’astenia che ci porta a svegliarci al mattino con la sensazione di non aver riposato affatto e rende pesante ogni attività, anche la più semplice. Nulla a che vedere con la richiesta di riposo che un corpo in salute mette naturalmente in atto dopo uno sforzo fisico intenso o al termine della giornata.

Cosa aiuta una buona circolazione del Qi difensivo?

Molto semplice: un corretto ritmo sonno-veglia, sinonimo di buon equilibrio del sistema nervoso ed una alimentazione equilibrata.


Il Sistema Immunitario e il Sonno
Barbara Moschetti

SISTEMA IMMUNITARIO E FEGATO:

il fegato è definito dalla MCC il ‘generale d’armata’. Se ne deduce l’importanza e la capacità di prendere decisioni importanti e dirette a tutto il sistema ‘corpo’. Il fegato si comporta come uno stratega che, a seconda degli eventi e delle condizioni, sostiene il sistema immunitario difendendo i confini o attaccando il nemico.

SISTEMA IMMUNITARIO E POLMONE:

Dal punto di vista della psicosomatica, i polmoni presiedono alla relazione ‘io e l’altro’ e al ritmo della vita. Rappresentano il collegamento con il mondo sottile, eterico, ma anche con quello interiore, intimo. L’azione simbolica del polmone può essere così descritta: ‘quando inspiro, porto il mondo dentro me; quando espiro dono parte di me al mondo’. L’esperienza che tutta la popolazione mondiale sta vivendo in questi giorni ci porta a sperimentare l’isolamento relazionale e il distacco improvviso dalle attività produttive che erano parte integrante delle nostre giornate. Relazione e ritmo della vita improvvisamente bloccati! Ora è possibile comprendere perché i polmoni siano così coinvolti nella manifestazione somatica di questo virus.

Vedi anche Sistema Immunitario e Intestino

Lettera agli amici BEI

 

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Carissimi amici,

Abbiamo atteso qualche giorno prima di riprendere contatto con voi per avere chiari i termini della situazione ed ora, che è evidente che dovremo rimanere ritirati per un bel po’ di giorni, vi raggiungeremo con alcune mail con l’intento di accorciare le distanze fisiche e superare assieme questo empasse, valorizzando al meglio questo “ritiro forzoso”.

Iniziamo col farvi riflettere sul tema “dell’autodeterminazione” e sulla possibilità di scegliere ciò a cui voler credere e percepire in ogni situazione.

Quello che, in altri termini, si dice “vivere deliberatamente”, che non significa fare ciò che si vuole indiscriminatamente, ma essere sempre più presenti a sé stessi e “scegliere” il proprio atteggiamento, soprattutto il significato che attribuiamo agli eventi, decidendo di volta in volta a che cosa dare la nostra attenzione ed energia.

Si tratta di uno dei principi fondanti di tutto il nostro lavoro; le tematiche proposte nei vari percorsi formativi del Centro Studi Benessere Evolutivo sono spesso desuete, un po’ ‘voci fuori dal coro’. Cerchiamo sempre di attingere a conoscenze distanti dal ‘mainstream’ e a nuovi modi di vedere le cose.

Coerentemente alla nostra natura, quindi, vogliamo esplorare l’intensa esperienza che stiamo condividendo tutti:

  • Analizzando i fatti con lucidità e capacità critica
  • Utilizzando tutti gli strumenti acquisiti per consolidare il nostro Ben-Essere
  • Cogliendo le opportunità trasformative che esperienze come questa celano sotto le difficoltà più immediatamente percepibili

La situazione “Coronavirus” è sicuramente preoccupante per vari motivi. Quello che all’inizio sembrava “solo” una emergenza sanitaria, è ora diventata una pandemia con complicazioni ed effetti collaterali in vari aspetti della nostra vita, a livello psicologico, emotivo, economico e sociale.

Possiamo immaginare che alla fine dell’emergenza, come dopo l’11 settembre 2001, il mondo non sarà più lo stesso. E con questo non vogliamo essere pessimisti, ma sempre più consapevoli della realtà e predisporci al meglio per cogliere gli stimoli ed anche le opportunità che il momento di crisi ci sta offrendo.

E‘ noto che la parola CRISI in greco antico significa “distinguere, scegliere, decidere”, mentre nella scrittura cinese il temine CRISI è composto da due ideogrammi che rappresentano il “pericolo” combinato con “opportunità e trasformazione”. Non è facile in questo momento immaginare che quello che sta accadendo possa veramente rappresentare una opportunità, ma se vogliamo allargare la nostra visione, potremo quantomeno cogliere questo “ritiro forzato” come una occasione di crescita interiore.

Nel pensiero di Albert Einstein “Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi può essere una vera benedizione per ogni persona e per ogni nazione, perché è proprio la crisi a portare progresso. La creatività nasce dall’angoscia, come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che nascono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie (…) senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato”.

Parole forti che ci fanno riflettere sul senso di angoscia, ma anche di creatività, di cui l’essere umano è dotato e dal quale può attingere per attivare le più diverse strategie di rinascita.

Noi ci crediamo e continuiamo ad esplorare assieme a tutti voi con curiosità accesa e nervi saldi, in attesa che le nostre belle piazze si riempiano di nuovo di abbracci e risate. Abbiamo acquisito in tempi non sospetti strumenti preziosi…ora è il tempo di usarli!

Un abbraccio dal cuore.

Il team del Centro Studi Benessere Evolutivo Integrale 

I Chakra

I chakra sono dei veri e propri centri energetici che guidano le energie sottili verso il raggiungimento del benessere fisico e spirituale: grazie a specifici canali, le nadi, da più parti paragonate ai meridiani, la potenza dei chakra influisce sul corpo a livello cellulare, arrivando persino a operare un mutamento ormonale o fisiologico.

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Memoria cellulare – Corazza emotiva

Gli scienziati indagano la memoria cellulare ma ancora non sono arrivati ad accertarne l’esistenza e a comprenderne il funzionamento. La teoria sulla memoria cellulare dice sommariamente questo: le nostre cellule, ogni singola cellula del nostro corpo, sembrerebbero contenere in sé una vera e propria memoria non solo di ciò che è in quanto tale, ovvero una cellula specializzata nella sua funzione, ma anche dell’organismo che la contiene e l’ha prodotta: ovvero noi. Il premio Nobel, Luc Montagnier, ed Emilio del Giudice, fisico, hanno recentemente riportato all’attenzione del mondo, la teoria sulla memoria cellulare dell’acqua, che spiegherebbe, poi, anche il motivo per cui l’omeopatia funziona per davvero.


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